
Giù le mani dai nostri radio ricetrasmettitori!
L’USKA si oppone alla confisca generalizzata delle apparecchiature radioamatoriali in tempi di crisi, come previsto dal progetto di ordinanza federale sulla requisizione.
Il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS) sta elaborando un nuovo regolamento di requisizione. Il progetto ha una portata estremamente ampia e consente all’esercito, in caso di emergenza, di requisire impianti tecnici e servizi senza chiare limitazioni. Per i radioamatori e le radioamatrici ciò significa, nel peggiore dei casi, che il DDPS provvederà al ritiro delle apparecchiature.
Consultazione
Per questo motivo, l’USKA ha presentato un parere nell’ambito della consultazione il 30 giugno 2026. L’USKA chiede che gli impianti e le risorse operative del servizio radioamatoriale, compresi gli operatori in possesso di licenza, siano esplicitamente esclusi dalla requisizione, nella misura in cui siano destinati alle comunicazioni di emergenza e di crisi.
Il valore di una stazione radio non deriva dall’involucro metallico. È solo l’interazione tra apparecchiatura, antenna, alimentazione elettrica e l’esperienza pluriennale dei radioamatori a garantirne l’utilità in caso di crisi. Un’apparecchiatura requisita nelle mani di un soldato non addestrato è del tutto inutile.
Infrastruttura ben collaudata
Al contrario, garantiamo un’infrastruttura decentralizzata e ben rodata. In Svizzera gestiamo oltre 250 ripetitori situati su alture quali il Säntis, il Pilatus o il Chasseral. Queste reti funzionano in modo autonomo per almeno tre giorni grazie all’alimentazione di emergenza.
Le autorità cantonali e comunali ne hanno compreso l’importanza. Esistono già più di una dozzina di accordi di collaborazione con la Protezione civile o i Vigili del fuoco.
La Confederazione mette a rischio la sicurezza delle comunicazioni
Se la Confederazione smantella queste strutture tramite una requisizione, mette a rischio la sicurezza delle comunicazioni in Svizzera. I nostri radio ricetrasmettitori funzionano con semplici batterie o piccoli pannelli solari. Siamo in grado di stabilire i primi contatti da una zona di crisi in brevissimo tempo, anche in caso di interruzione totale delle reti commerciali.
L’USKA offre la propria collaborazione
L’USKA rappresenta oltre 3’000 dei circa 5’000 radioamatori presenti nel Paese. Offriamo alla Confederazione la nostra collaborazione, ma chiediamo in cambio la tutela delle nostre risorse tecniche. È un dato di fatto: il radioamatorismo aiuta maggiormente il Paese quando gli si permette di operare.
